23/03/2010
Laura Marzadori e Giacomo Ronchini al Teatro Rossetti di Vasto
di Benito Mascitti
FONTE ABRUZZOCULTURA
Arriva dunque, molto atteso (28 febbraio 2010), il nono appuntamento della stagione concertistica de ...
09/03/2010
I Gomalan Brass Quintet (con giallo) al Teatro Rossetti di Vasto
di Benito Mascitti
FONTE ABRUZZOCULTURA
Vasto – 14 febbraio 2010. Questa sera si recita a soggetto… direbbe qualcuno. Non &egra ...
13/02/2010
Radu Marian e Svetlana Pekarskaya al Teatro Rossetti di Vasto
di Benito Mascitti
FONTE ABRUZZOCULTURA
Siamo al settimo appuntamento con il cartellone del Rossetti, che quest’anno ci ha già ...
27/01/2010
Christina Schorn e Ivan Mancinelli al Teatro Rossetti di Vasto
di Benito Mascitti
FONTE ABRUZZOCULTURA
Vasto – 10 gennaio 2010 – Siamo al quinto appuntamento e questo percorso affascinante che il cartellone del Rossetti ci propone non cessa d’incuriosire. Ci aspetta un nuovo viaggio… “Dentro la musica contemporanea – Percussioni e chitarra dal 900 ad oggi” recita il manifesto. Il teatro è come sempre pronto a ricevere il suo pubblico e sulla scena notiamo un allestimento strumentistico non usuale. A sinistra un set di percussioni ricco e vario… poi, al centro, sgabello e poggiapiedi per Christina e la sua chitarra a sei corde; sulla destra invece una splendida marimba. Una xilomarimba per la precisione. A guardarla già promette i suoni magici ed inconfondibili di questo antichissimo strumento delle civiltà africane e precolombiane, che solo nella prima metà del ‘900 ha avuto soddisfazione, con le prime partiture di compositori in cerca d’innovazione.
La chiamata di scena arriva puntuale a teatro pieno. Christina Schorn e Ivan Mancinelli si preparano a regalarci una bella serata di musica particolare… moderna e folclorica insieme; e scelgono, per iniziare, una sequenza di cinque brani composti espressamente per loro da Brad Hufft, docente della California State University. La partitura è il primo frutto di un progetto che Christina e Ivan hanno avviato con il compositore, durante il loro tour americano del marzo 2009, e che porteranno anche in Europa. La sinergia si è attivata quasi per magia, per il fascino che gli indiani di California continuano a spargere tutto intorno in quei luoghi bellissimi… soprattutto Ivan è colto da questo sacro fuoco mentre ci annuncia che alla fine del 2010 saranno ancora in tournée in quella Terra, per continuare a riportare alla luce le antichissime melodie indiane…
Brad Hufft – “Song from the Ojibiwa: Dream Song, Light my Way to Bed, The Spirit Will Appear, Flute song, Song of the Deer Dancing”.
La chitarra di Christina comincia a diffondere una nenia di solitudine al tramonto, guardando un orizzonte di pianura dalle alture…e Ivan attacca a quattro battenti come a riempire quel paesaggio di presenze, di leggende, di semplici scene di vita ormai cancellate da una civiltà impietosa. Il teatro è inondato ora da questa musica struggente, che rappresenta tutte le testimonianze di quella terra di confine tra nord e sud del Nuovo Mondo. La musica si appaga e il pubblico commenta con gli applausi la suggestiva esecuzione. Ivan lascia la scena e Christina si prepara ad eseguire un brano per chitarra sola… Balz Trümpy – “Ballade”. Si potrebbe dire un pezzo monumentale per chitarra del compositore svizzero. Rettore del Conservatorio di Basilea, è stato per anni assistente di Luciano Berio ed è oggettivamente uno dei compositori più interessanti della sua generazione. Oggi collabora attivamente con questo straordinario duo e ha già scritto per loro una composizione.
La chitarra di Christina annuncia un pezzo pieno di idee, colori e rara dinamica. Sembra di saltellare in un prato verde di rugiada o di osservare un volo d’insetto in macro… planare tra le cose della natura senza sforzo, così come la musica contemporanea, per tradizione, spesso ci concede. È proprio un bel viaggio questo di stasera e l’emozione culmina con le ultime note affiancate dagli applausi.
Christina si concede una meritatissima pausa e torna in scena Ivan, posizionandosi questa volta al set di percussioni per un “setup solo”… Iannis Xenakis – “Rebonds B”. Parte l’esecuzione e quasi subito scende il gelo… Ivan fa fuori la pelle di un bongos… succede, è proprio questo il bello di una performance di questo genere… il musicista non si perde d’animo e ripara in men che non si dica lo strumento, tra gli applausi incoraggianti e impazienti del pubblico. Rullano ancora i tamburi in una sequenza progressiva dove la musica è di fatto percezione di immagini, e il ritmo tratteggia e accompagna i cambi continui di scena e d’umore. Opera molto rappresentativa per il repertorio percussionistico, richiede un particolare sforzo tecnico per essere eseguita. Il grande compositore greco scomparso nel 2001 l’ha composta da par suo, tanto che Ivan ci suggerirà fuori scena: “ È sicuramente uno dei pezzi più difficili del nostro repertorio”. Tra gli applausi Mancinelli torna alla marimba per eseguire un altro pezzo del programma… Toshimitsu Tanaka – “Two Movements for marimba” . Scritta nel ’56 dal famoso Maestro giapponese, è un’altra composizione importante del repertorio per marimba sola. Si sviluppa armoniosa, in due movimenti: uno iniziale, aggressivo e molto ritmico, un secondo con una lunga introduzione legata e cantabile ed una parte successiva molto veloce e di nuovo ritmata, con precisione e velocità nell’esecuzione. Si materializzano dunque i lottatori e gli atleti delle arti marziali giapponesi, su di una scena trasfigurata all’uopo.
Ancora meritati applausi, una breve pausa e torna in scena anche Christina; per l’ultima parte del concerto. Terry Riley – “The Book of Abbeyouzzud: Dias de los muertos, Se aparece la muerta inocentemente por la tarde”. Così tutti crediamo che sia… si avverte da subito un che di spagnolo nelle dita e nelle note di Christina e noi ci abbandoniamo fiduciosi e ignari. Il titolo dei brani dell’opera in programma sono appunto in castellano. Ma qualcosa non ci convince… notiamo da lontano Raffaele Bellafronte che armeggia al mixer dell’impianto di registrazione con un lampo di soddisfazione negli occhi. La musica ci prende ancora e ci lasciamo andare a quel che percepiamo come un inno alla danza per tutto il tempo dell’esecuzione. Ci appare l’incedere del compositore stesso in progressione, colmo di mistica sensualità, come di trasfigurazione nel ballo, che regala alle note l’armonia del movimento corporeo. La partitura è molto “piena” e denota la perfetta conoscenza delle possibilità di fraseggio chitarra/marimba. I due strumenti, sapientemente animati da questa coppia di talenti, lavorano infatti sicuri, senza il benché minimo risparmio di energie, tutti e due esaltati dallo spartito “danzante” e virtuosistico al contempo.
La bellissima esecuzione si chiude tra i caldi applausi del pubblico e Christina ci svela finalmente l’arcano. Con un gesto affettuoso e soddisfatto, indirizza l’ovazione alla sua sinistra, proprio verso il palchetto del mixer, dove Raffaele non può fare a meno di concedersi al suo pubblico più prossimo… abbiamo ascoltato, di Raffaele Bellafronte – Malukka Dance. Opera frutto della collaborazione avviata già da tempo tra il compositore vastese e questo sempre più stupefacente duo, che già l’aveva eseguita in prima mondiale nel dicembre scorso a Salisburgo…ma di questo e di altro parleremo più avanti.
Adesso bisogna onorare Terry Riley e finalmente ascoltiamo quest’ultima parte del concerto, dedicata al compositore e musicista statunitense, tra i fondatori del movimento minimalista e padre del ramo americano di questa corrente artistica, abbracciata poi da molti protagonisti del rock come i Tangerine Dream o i mitici The Who, che hanno spesso fatto riferimento nei loro brani a Riley. Il concerto si chiude senza bis, visto il pacco sorpresa vieppiù appagante; e dopo tre uscite di saluto degli artisti, si passa con trepidazione al dopo concerto per un brindisi in onore di Raffaele e per capire meglio questo bel duo di musicisti.
Si avverte subito che siamo di fronte a una coppia non solo sul palco. Christina e Ivan sono anche una famiglia, formatasi nella passione artistica e umana. Due figli: uno di tre anni, affidato ai nonni materni a Salisburgo, e l’ultima di tre mesi in albergo, con i nonni paterni tarantini. Entrambi docenti di conservatorio, lei a Monopoli e lui a Sassari, ci parlano della loro frenetica attività, dei loro prossimi recitals e soprattutto della collaborazione con Raffaele Bellafronte.
Rientreranno subito in Austria, per preparare al meglio i loro due prossimi concerti: il 12 febbraio a Vienna e il 29 aprile a Minneapolis. Raffaele, come al solito silenzioso e riservato, non ci concede che un accenno di questa sua ultima fatica… e allora sollecitiamo Ivan, che cordialissimo ci racconta il percorso di questa proficua collaborazione.
“Per quanto riguarda Raffaele, la sua composizione rientra nel progetto che stiamo sviluppando insieme con Brad Hufft, anche se non è basata sulle bellissime melodie degli indiani d’ America. Abbiamo avuto la fortuna di conoscere Bellafronte attraverso amici comuni e siamo stati molto contenti della sua scelta di scrivere per noi Malukka Dance. Naturalmente, come puoi immaginare, eravamo curiosissimi di avere lo spartito quando lui ci ha detto che lo avrebbe scritto e, da quel momento, i contatti fra di noi sono sempre stati abbastanza frequenti. Naturalmente attendevamo la possibilità di lavorare fianco a fianco con lui. In generale, noi cerchiamo sempre di confrontarci con i compositori per capire quanto più possibile quale è l’idea di base che accompagna la partitura. Pur avendo poi eseguito in prima assoluta Malukka Dance a Salisburgo, non avevamo avuto occasione di suonare per Raffaele sino al giorno del nostro concerto a Vasto. Qui abbiamo dedicato praticamente tutta la mattinata della domenica prima del concerto al lavoro in comune. A questo punto non abbiamo resistito alla tentazione di eseguire Malukka in concerto, anche se non era in programma e Raffaele non ne sapeva niente fino a stasera. Il lavoro con lui ci è sembrato subito molto stimolante, anche in previsione di altre esecuzioni del suo brano. In particolare lo suoneremo il 12 febbraio a Vienna per la O1 (la radio classica), e il 29 aprile per la Minnesota State University a Minneapolis. Devo anche dire che raramente ho avuto occasione di suonare dei brani in cui il mio strumento è trattato così bene. Pur non essendo il compositore un marimbista. Inoltre, lavorando insieme ci è venuta voglia di sviluppare qualcosa per Chitarra, marimba ed orchestra. È questo un organico poco comune nel panorama della musica contemporanea e per questo risulta molto stimolante.”